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A solo 10 giorni dall’inizio

Fonte: FPA

2/01/2008 20.04.07 - SOLIDARIETA’ PER I COLLEGHI

La FPA esprime la propria solidarietà a R.T., il fotoreporter sardo del quotidiano Unione Sarda, al fotoreporter G. U. collaboratore dell’ANSA ed ai due videoperatori di Sky e della sede regionale della RAI, rimasti feriti durante degli scontri scoppiati la scorsa a Cagliari.
L’episodio più grave ha avuto per protagonista R.T., fotoreporter dell’Unione Sarda, che è stato picchiato e derubato della propria attrezzatura e del proprio portafoglio. Le aggressioni sono partite da un gruppo di manifestanti (da molti riconosciuti come ultras di squadre di calcio) che hanno scatenato una vera e propria caccia ai giornalisti di immagine.
A seguito di questo ennesimo grave episodio che vede ancora una volta vittime giornalisti dell’immagine, la FPA oltre a condannare l’evento, chiede più chiarezza da parte dei responsabili e organizzatori dei movimenti spontanei che, negli ultimi mesi, hanno avuto un ruolo determinante nello scontro sociale del paese. Abbiamo la sensazione che vogliono mettere a tacere le fonti di informazione, quelle che le notizie le raccolgono direttamente sulla strada raccontando ciò che sotto i loro occhi si verifica. Se così non fosse chiediamo un incontro con i responsabili di questi movimenti.
Ribadiamo che i giornalisti, fotogiornalisti e videoperatori lavorano per raccontare gli eventi e NON SONO PARTE IN CAUSA degli eventi stessi. Ciò significa che le nostre immagini sono utilizzate esclusivamente per l’uso giornalistico e vengono vendute ai quotidiani, periodici, telegiornali, che ne faranno un uso appropriato.
Aggredire un giornalista è un tentativo talebano di intimorirlo per non farlo lavorare e non fargli raccontare ciò che sta succedendo sotto i suoi occhi. A discapito della corretta informazione e a discapito della libertà di stampa.
Ricordo, in breve, gli ultimi gravi episodi che hanno visto i fotoreporter protagonisti involontari della cronaca:
Durante gli scontri seguiti alla morte del tifoso laziale 5 fotoreporter sono stati aggrediti brutalmente dagli ultras della Lazio, tra cui M.P. che è stato aggredito e derubato della sua attrezzatua;
durante lo sciopero dei tassisti 3 fotoreporter sono stati aggrediti ed altri allontanati duramente;
a Roma un fotoreporter che riprende una donna che si è data fuoco davanti al Campidoglio viene allontanato brutalmente ed apostrofato come “sciacallo”;
durante la vicenda dello smaltimento dei rifiuti a Napoli e nel napoletano 3 fotoreporter ed un giornalista sono stati aggrediti;
durante le proteste contro la nave dei rifiuti sono stati aggrediti 3 fotoreporter, due feriti all’ospedale, 2 videoperatori. Ci auguriamo che, nel 2008, non avremo da segnalare più altri eventi del genere.

Luciano del Castillo Segretario della FPA

Fonte: ISFreedom

IRAN: PRESSIONI SU GIORNALISTA CURDO CONDANNATO A MORTE PERCHé CONFESSI IN TV
11.01.2008 - Adnan Hassanpour, giornalista curdo condannato a morte lo scorso luglio, è sottoposto a una pressione fisica e psicologica destinata a fargli ammettere i reati a lui imputati durante un processo a porte chiuse, svoltosi in assenza dell’imputato e dei suoi legali. I familiari di Adnan Hassanpour, dopo aver visitato il giornalista in carcere, hanno dichiarato che il giornalista ha affermato di subire forti pressioni perché accetti di apparire in televisione e ammetta di essere “una spia di potenze straniere”. “Anche mia madre e l’altro mio fratello hanno ricevuto forti pressioni da parte dei funzionari del ministero dell’Intelligence perché convincessero Adnan a confessare davanti alle telecamere reati mai commessi”, denuncia Leyli Hassanpour, sorella di Adnan, in un colloquio telefonico con AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL. “Le autorità - aggiunge la Hassanpour - hanno promesso a mia madre di sospendere l’esecuzione della pena di morte di Adnan se mio fratello accetterà di ‘confessare’ davanti alle telecamere i reati a lui imputati, tra cui lo spionaggio a favore di potenze straniere e collaborazione con partiti armati”. Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar, anche lui un giornalista curdo, hanno ricevuto lo scorso 30 novembre il premio per la libertà di stampa “Città di Siena - Isf.”. In diversi paesi, compresa l’Italia, sono in atto campagne per la liberazione dei due giornalisti. I governi di Roma e Parigi, così come la presidenza portoghese dell’Unione europea, avevano chiesto lo scorso agosto la sospensione della condanna a morte per i due giornalisti curdi. L’immediata liberazione di Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar è stata chiesta anche da una ottantina di parlamentari e oltre duecento giornalisti italiani.

Fonte: Reporters sans frontières

Brasile: assassinato cameraman della televisione pubblica
09.01.2008 - Walter Lessa de Oliveira, 53 anni, cameraman di TV Assembléia, catena dell’assemblea legislativa dello Stato di Alagoas (nord-est del Paese) è stato ucciso da colpi di arma da fuoco mentre si trovava alla fermata del bus nella città di Maceió, capitale dello Stato. Principale sospettato dell’omicidio un trafficante di droga soprannominato “Aranha” (il ragno). Walter Lessa aveva, in passato, filmato e trasmesso alla televisione immagini del trafficante che si è così vendicato.

Fonte: ISFreedom

Somalia: arrestato giornalista
09.01.2008 - L’unione nazionale giornalisti somali condanna l’arresto del giornalista Idle Moallim, avvenuto nella città di Bossasso il 5 gennaio 2008. Moallim, un giornalista freelance, è stato fermato nella regione del Puntland, mentre preparava un rapporto circa il traffico di esseri umani che avviene tra la città di Bossasso ed il golfo. Omar Faruk Osman, segretario generale del NUSOJ (National Union of Somal Journalists), ha dichiarato “Chiediamo l’immediato rilascio di Idle Moallim. Intimidire i giornalisti per aver approfondito argomenti di pubblico interesse quali la tratta di esseri umani è assurdo”.


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